L'appuntamento è per le 9.15.
Io e mia moglie entriamo nel reparto di ematologia dell'ospedale di Udine e, come gli altri, non siamo lì per divertirci.
Già, gli altri. Chi sono gli altri?
Sono uomini e donne di tutte le età e chi li accompagna.
Io sono un accompagnatore, mia moglie è in attesa di una visita.
Siamo comunque troppi per lo spazio angusto che ci è riservato: dico a mia moglie d'aspettare in corridoio, come misura precauzionale. Non è il caso che stia così a contatto con tante persone, i medici sono stati chiari.
I globuli bianchi sono pochi e le possibilità di prendersi un malanno troppo alte.
La lascio seduta in corridoio.
Ogni volta che s'apre la porta m'illumina col suo sorriso, ogni volta che s'apre la porta la vedo più pallida.
Perchè ha questa carenza di globuli bianchi? Siamo qui per scoprirlo.
Il 70% delle persone che sono con me nello stanzone non arriverà viva alla fine dell'anno, eppure, quando passa un medico e chiede:
"Come stai, Luca (Graziella, Paola, Gianni, Giorgio, Rosalia...)?" - rispondono, tutti, sorridendo - "Bene!"
Stanno bene.
E quella porta che si apre e si chiude in continuazione, quel sorriso che mi dà coraggio (a me!) diventano altro.
È la vita, è la speranza.
Ora, questa mattina, io scrivo queste parole su questa tastiera.
Piango.
Non c'è nulla di male a piangere, non c'è nulla di sbagliato.
Non so perchè piango, visto che ieri sera mia moglie era su questa stessa tastiera, sorridente.
Guardava le previsioni del tempo per programmare un'escursione in montagna.
Guardava una webcam situata sulla Marmolada.
Il cielo era sereno, lei era serena.
Che diritto ho io, di piangere?
Esattamente un anno fa, il 10 febbraio 2006, mia moglie è stata operata.
Avevo detto che ci sarebbero state battaglie, ma che contava vincere la guerra.
Avevo necessità di scrivere quella volta, la stessa necessità che ho oggi.
Scusatemi.
Ricordatevi che mia moglie sta bene, questo pomeriggio vado a comprare una stampante nuova, per le sue foto d'ambientazione alpina.
Sta bene, questa sera usciamo a cena.
Voglio che il suo sorriso illumini la sala.
Sta bene, il 27 febbraio andiamo a vedere "La Sonnambula".
È un'opera che le piace, finisce bene. Poi c'è il "Don Giovanni", a marzo. E chi se lo perde?
A giugno c'è il "Siegfried" a Venezia, lo sapevate?
Ci saremo.
Ciao, vi auguro un fine settimana pieno di sorrisi.
Passo a trovarvi tutti, ora.





