mercoledì, 03 dicembre 2008
Come giustamente diceva gabrilu in un commento all’ultimo post sull’Otello, Jago è personaggio fondamentale sia nell’opera verdiana sia nel dramma teatrale originale di Shakespeare.
Peraltro anche il librettista Arrigo Boito aveva le idee chiare sulla connotazione psicologica di Jago.
Aggiungo che l’opera, per lungo tempo, ha rischiato d’intitolarsi Jago e non Otello.
Allora, forse vale la pena conoscere, almeno in sintesi, le opinioni di questi illustri personaggi.
Cominciamo da Boito.
 
“Jago è l’invidia. Jago è uno scellerato. Jago è un critico. Nella lista dei Personaggi lo caratterizza così: Jago è uno scellerato, e non aggiunge una parola di più. Jago sulla piazza di Cipro si definisce così: I am nothing if not critical. Fa il male per il male.
Il più grossolano errore, l’errore più volgare nel quale possa incorrere un artista che s’attenta d’interpretare codesto personaggio è di rappresentarlo come una specie di uomo demone! È di mettergli in faccia il ghigno mefistofelico, è di fargli fare gli occhiacci satanici.
Ogni parola di Jago è da uomo, da uomo scellerato, ma da uomo.
Cinzio Giraldi, l’autore della novella da dove Shakespeare trasse il suo capolavoro, dice di Jago: un alfiero di bellissima presenza, ma della più scellerata natura che mai fosse uomo del mondo.
Spigliato e gioviale con cassio; con Roderigo, ironico; con Otello apparisce bonario, riguardoso, devotamente sommesso; con Emilia (la moglie, specifica Amfortas) brutale e minaccioso; ossequioso con Desdemona e con Lodovico.
 
Parafrasando Dave Letterman, che non perde l’occasione per autoflagellarsi , dico anch’io: “ E’come avere un gemello!” (strasmile)
 
Ecco che ne pensava Verdi, di questo piccolo Amfortas.
 
“Ma se io fossi attore ed avessi a rappresentare Jago, io vorrei avere una figura piuttosto magra e lunga, labbra sottili occhi piccoli vicino al naso come le scimmie, la fronte alta che scappa indietro, e la testa sviluppata di dietro; il fare distratto, nonchalant, indifferente a tutto, incredulo, frizzante il bene e il male con leggerezza come avendo l’aria di pensare a tutt’altro di quel che dice”
 
Cioè, sono proprio io eh?
 
Un contributo decisivo lo diede anche un pittore, Domenico Morelli che disse a Verdi d’aver trovato “un prete che pare proprio lui”.
Verdi, che non vedeva precisamente con favore i preti, rispose: “Bene, benone, benissimo, benissimissimo! Jago con la faccia da galantuomo! Hai colpito! Oh lo sapevo bene, ne era sicuro. Mi par di vederlo questo prete, cioè questo Jago con la faccia da uomo giusto!
Questo Jago è Shakespeare, è l’umanità, cioè una parte dell’umanità: il brutto.”
 
 
Peraltro, questo personaggio canta una delle pagine più terribili della lirica tout court, qui sotto il testo, così potete farvene un’idea più precisa.
Credo in un Dio crudel che m'ha creato
simile a sè e che nell'ira io nomo.
Dalla viltà d'un germe o d'un atòmo
vile son nato.
Son scellerato
perchè son uomo;
e sento il fango originario in me.
Si! questa è la mia fè!
Credo con fermo cuor, siccome crede
la vedovella al tempio,
che il mal ch'io penso e che da me procede,
per il mio destino adempio.
Credo che il guisto è un istrion beffardo,
e nel viso e nel cuor,
che tutto è in lui bugiardo:
lagrima, bacio, sguardo,
sacrificio ed onor.
E credo l'uom gioco d'iniqua sorte
dal germe della culla
al verme dell'avel.
Vien dopo tanta irrision la Morte.
E poi? E poi? La Morte è' il Nulla.
È vecchia fola il Ciel.

 

 

Qui Tito Gobbi, Jago controverso, ma sicuramente tra i più efficaci interpreti di sempre.

 
postato da: amfortas alle ore 10:37 | Permalink | commenti (15)
Commenti
#1    03 Dicembre 2008 - 11:16
 
da Giuliano:
stavolta mi auto-cito, per me Otello e Jago sono descritti bene da Dostoevskij:

..Jago è Totò, tutto vestito di nero, con un cappellaccio nero e con la faccia dipinta di verde; Otello è Ninetto Davoli, giovane e ingenuo. Un Otello così l’aveva già descritto Dostoevskij, in una pagina spesso dimenticata dai “Fratelli Karamazov” (parte terza, libro ottavo, capitolo terzo): « “Otello non è un uomo geloso, è un uomo fiducioso”, osservò Pushkin (...) Nel caso di Otello si tratta semplicemente di questo, che la sua anima si è spezzata e la sua visione del mondo è crollata, perchè il suo ideale si è offuscato (...) “. Otello non è geloso, ma si fida di Jago. Si fida anche di Desdemona, ma adesso a chi dare ragione, visto che Jago e Desdemona sono ai due poli opposti?
(...)

Però Verdi era molto lontano da quest'idea, e Boito ancora di più (Boito pensava al Mefistofele, e del resto Faust è una di quelle cose che entrano un po' ovunque)

Il film è "Che cosa sono le nuvole?" di Pasolini.
utente anonimo

#2    03 Dicembre 2008 - 11:18
 
da Giuliano:
post scriptum:
- Boito dice bene, ma poi nella scrittura va molto sul mefistofelico.
- Gobbi, da quel che ne ho capito (non ho l'età per averlo visto) era un grande attore prestato al canto, dove peraltro se la cavava egregiamente.
utente anonimo

#3    03 Dicembre 2008 - 16:22
 
Siamo sempre sul semiserio, giusto?

Giusto, e non “guisto”, come l’istrion beffardo...

Chiaro che non è un tuo errore di battitura, ma del testo da cui avrai fatto il cut&paste! Ho notato che diversi testi - disponibili in web, su siti stranieri - contengono questo errore, un’inversione tipica dei crucchi (che normalmente scrivono Guiseppe...) Le fonti “italiane” ovviamente riportano il termine corretto.
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#4    03 Dicembre 2008 - 20:42
 
Giuliano, grazie del bellissimo contributo :-)
Il film di PPP me lo ricordo bene...
Su Boito e il suo stile ci sarebbero da scrivere post per anni, lo sai no?
Gobbi resta, al di là di qualche eccesso, un Jago tra i più autorevoli.
Daland, grazie di aver corretto l'errore, effettivamente non mio :-)
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#5    03 Dicembre 2008 - 21:14
 
da Giuliano:
Quando finalmente ho letto l'Enrico IV di Shakespeare sono riuscito ad apprezzare l'enorme lavoro di Boito per il Falstaff. Altro che rimandare alle "Allegre comari"...
Non mi piace quando fa l'antenato di d'Annunzio, e lo fa spesso; ma quando parte col piede giusto Boito è grande.
utente anonimo

#6    04 Dicembre 2008 - 12:17
 
Jago DEVE essere bello e apparantemente "innocuo" altrimenti chi si fiderebbe di lui? Certo non l'abbronzato Otello.

Non ci capisco niente di lirica, ma non provocarmi sul mio adorato William. :p

Margot

P.S. Domani è venerdì, e andiamo!!!!! Anzi, ma vieni!!!!!!
utente anonimo

#7    04 Dicembre 2008 - 12:44
 
Un personaggio che ha una storia interpretativa parallela a quella di Jago é Scarpia.Anche lui dovrebbe essere galante,divertente,aristocratico e raziocinante,insomma in una parola "signore".Il classico meridionale (é siciliano) glaciale dal quale non ti salvi se ti ha in odio,ma che le buone e raffinate maniere le conosce e non le dimentica mai.Gobbi,che faceva uno Jago esageratamente mefistofelico,travisava anche Scarpia facendone una specie di sbirro repellente.Sono entrambe interpretazioni di indubbia autorevolezza,ma che travisano le intenzioni dell´autore.A mio parere,l´unico Jago che risponde all´idea interpretativa voluta da Verdi é Peter Glossop nell´edizione Karajan.Putroppo le sue insufficienze vocali non gli consentono di rifinire compiutamente il personaggio.Una visione interpretativa meno raffinata,ma vocalmente molto migliore,é quella di Valdengo nell´incisione di Toscanini.
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#8    04 Dicembre 2008 - 18:30
 
Giuliano, ammetto la mia ignoranza, non ho letto l'Enrico IV.
Però la grandezza di Boito mi sembra inoppugnabile.
Mi paice persino il Mefistofele, che a molti melomani fa venire l'orticaria :-)
margot, gentile amica, hai preparato il comitato di festeggiamento? (non dire cose...grazie :-))
Mozart2000, ci sarebbe molto da discutere sul paragone tra Jago e Scarpia, però indubbiamente hanno una cosa in comune, almeno nell'ambito della musica lirica: troppo spesso sono personaggi interpretati in modo becero e volgare.
Gobbi è stato un grande artista, io adoro molte sue caratterizzazioni e lo trovo estremamente moderno, una specie di cantante traghetto tra la tradizione un po' imbalsamata e una modernità forse ancora futuribile.
Mi basta per definirlo un artista rivoluzionario.
Poi, in alcune interpretazioni, è stato molto discutibile: ma si discute dei grandi, appunto.
Ciao.
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#9    04 Dicembre 2008 - 20:35
 
da Giuliano:
col fischio o senza?
utente anonimo

#10    05 Dicembre 2008 - 17:33
 
mah... forse in qualcosa anche ma non gli assomigli certo nei lati negativi dai...
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#11    06 Dicembre 2008 - 00:09
 
Beh di lirica non ne capisco niente, si sa, trovo comunque interessanti i tuoi post a riguardo e i relativi commenti. Curioso quell'apparisce, anche questo forse un errore di traduzione...Mi scuso x la prolungata assenza. Buon fine settimana :)
utente anonimo

#12    06 Dicembre 2008 - 08:34
 
Ivy, soprattutto in quelli negativi, direi io :-)
Come_Alice, non è un refuso, a quei tempi si parlava e scriveva così: la lingua cambia, non è detto che sia in meglio, ma cambia.
Ciao!
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#13    07 Dicembre 2008 - 21:36
 
da Giuliano:
volevo dire: ma il fischio è in partitura oppure no? (nel Mefistofele, intendo: lo so che vado fuori tema, ma me lo sono sempre chiesto.)
(hai visto che oggi Yago era in panchina?)
utente anonimo

#14    12 Novembre 2009 - 22:53
 
Secondo me Jago è un uomo dal viso rassicurante, uno simpatico e pesante,con le sue pippe e idee sbagliate, ma che tutti comunque infondo ritengono buono e inoffensivo...per questo si fidano...di uno con il viso da delinquente non si fida nessuno!!!Diciamo che deve avere qualche elemento un pò perfido, ma non deve essere evidente.Nella sua aria terribile...a me sembra che quasi si giustifichi del fatto che non è colpa sua se il suo Dio l'ha creato così, è il destino, il mondo è malvagio e l'unico modo per ottenere il meglio è fare come dice lui...tanto non esiste vita oltre la morte e anche noi recitiamo una parte buonista quando non cediamo alla nostra voglia di male- per fortuna va là-la sua tesi orribile ha comunque una logica non da buttare, semmai da non applicare.....
utente anonimo

#15    13 Novembre 2009 - 08:46
 
14, beh, la tua lettura del personaggio è interessante, grazie.
Quest'anno a Trieste è in programma un Otello, vedremo quale sarà l'interpretazione del baritono designato, che al momento nel primo cast è Juan Pons.
Ciao!
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categoria:musica, teatro, informazione, opera, lirica, verdi