In diretta su RADIO3, dal Teatro Comunale di Bologna, ho appena finito di ascoltare I Puritani di Vincenzo Bellini, e quasi in diretta scrivo questa recensione semiseria, vista la grande partecipazione con la quale mi seguite voi tutti.
Immediata la premessa: una recensione seria non si fa in base ad un ascolto radiofonico, evidentemente.
In particolare la particolare microfonazione scelta dalla RAI tende a mettere in primo piano le voci, relegando ad esempio il Coro (ma pure l’orchestra) a un lontano mormorio, quasi fosse fuori scena.
Ribadisco quindi che le opere devono essere ascoltate in teatro.
Detto questo, credo di poter affermare che si sia trattato di un’ottima recita.
Juan Diego Flórez, al suo debutto in Italia nell’allucinante ruolo di Arturo, che aveva affrontato già due volte all’estero, si è confermato un grande tenore.
Sicuramente, ma questo non ne scalfisce la prova, il ruolo è al limite delle sue possibilità, non tanto per la tessitura che ha dominato seppure con qualche leggerissima perdita di lucentezza negli acuti, quanto perché non ha la varietà d’accento indispensabile per una parte così complessa.
Peraltro l’interprete ideale sarebbe stato un incrocio tra la musicalità e il peso vocale di Pavarotti, l’eleganza di Kraus, la sfrontatezza negli acuti di Lauri Volpi e la tecnica di Gedda, un mostro.
Dopo la prima aria, A te o cara, un paio (forse tre, dai) di dementi hanno buato.
Semplicemente la prova che chi va a teatro prevenuto ascolta ciò che vuole sentire e cioè vedere confermato il proprio pregiudizio.
Questa edizione vedeva la riapertura di alcuni tagli di tradizione, in particolare il terzetto che chiude il primo atto, che è stato forse il momento più debole della serata e non per colpa, a mio avviso, dei cantanti, quanto per la direzione d’orchestra disomogenea di Michele Mariotti.
Il giovane direttore ha imposto tempi molto lenti, che richiedono ai cantanti fatiche immani e fiati lunghissimi in un’opera già piena di difficoltà.
In altre occasioni, ad esempio la stretta che chiude il secondo atto (il duetto dei colonnelli) i tempi sono apparsi troppo serrati ed è balenata qualche suggestione bandistica. (oddio è una stretta, appunto, ma insomma…)
Però ciò che proprio non ho gradito è stata la circostanza che tutta la parte elegiaca, lirica, notturna e malinconica della partitura è apparsa sacrificata a favore di una lettura troppo sbilanciata sul lato drammatico. Non ho sentito quella musica soave per cui Bellini è famoso.
Flórez magnifico all’inizio del terzo atto, davvero esemplare.
Sorprendente la prestazione del soprano Nino Machaidze nei panni di Elvira, anche se qualche acuto (l’ultimo l’ha sporcato) ogni tanto è uscito un po’ ghermito. La giovane artista non è certo una tragedienne e di conseguenza anche a lei è mancato qualche volta l’accento giusto.
Però è stata al di sopra di ogni aspettativa (almeno mia); magnifico il duetto finale con Arturo, ad esempio, e convincente la scena della pazzia, che nei lavori della prima metà del 1800 non manca quasi mai.
Note meno positive per il resto del cast.
Il basso Ildebrando D’Arcangelo (Sir Giorgio) ha una voce molto bella, però ieri sera ho avvertito un vibrato largo piuttosto fastidioso e qualche attacco incerto. Inoltre l’accento era più consono a un Escamillo arrapato e testosteronico che a un aristocratico notabile.
Dopo un inizio molto difficoltoso nella cavatina, in cui si sono palesati problemi d’intonazione, il baritono Gabriele Viviani (Sir Riccardo)si è ripreso abbastanza bene ma anche per lui l’accento non era quello che pretenderebbe la parte.
Buono il suo rendimento nel duetto che chiude il secondo atto, il famosissimo Suoni la tromba.
Insufficienti Ugo Gagliardo ( Gualtiero Valton) e Gianluca Floris (Sir Bruno Robertson) e discreta Nadia Pirazzini quale Enrichetta di Francia.
Il Coro, per quello che la trasmissione radio ha consentito di appurare, mi è sembrato in ottima serata, così come pure l’orchestra, seppure con i limiti derivati da una direzione almeno perfettibile.
Successo trionfale decretato dal pubblico bolognese e trionfo, meritatissimo, per Juan Diego Flórez.
Sono previste altre due repliche mi pare, credo che il rendimento complessivo di tutti, con i necessari aggiustamenti, migliorerà.
Buonanotte (smile)
postato da: amfortas alle ore 00:43 | Permalink | commenti (17)
categoria:musica, recensioni, teatro, informazione, opera, lirica, società , bellini
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