Sollecitato più volte da gabrilu ad esprimere qualcosa di semiserio sulla visione pucciniana del maschio, dopo che ho scritto già delle donne, eccomi qui, pronto a dedicarvi le mie stupidaggini.
Mi limito ai personaggi principali, ovviamente, altrimenti non la finiamo più.
Allora Edgar, nell'opera omonima, è un rintronato che s’innamora di una che è evidentemente zoccola, però ha la scusante di stare con la più pallosa delle donne: la promessa sposa sdolcinata in servizio permanente effettivo, che già all’inizio dell’opera gli rompe le palle mentre dorme parlandogli di alberi e fiori.
Ora, la prospettiva di una vita dedicata al giardinaggio assieme a una tipa così dolce che ti si caria un dente ogni volta che apre bocca, può essere devastante per chiunque, quindi io lo giustifico in qualche modo.
Des Grieux, uno studente che ha un nome che sembra uno starnuto onomatopeico (Degriè! Salute!), non ha proprio attenuanti.
Studente, senza un soldo ok, ma gli studenti sono così di solito altrimenti sono dalle Orsoline, dalle Dimesse o al CEPU.
Si può immaginare che nell’ambiente potesse folleggiare senza troppi problemi no? Ci sono brune e bionde ovunque, intorno.
Eppure no, arriva ‘sta Manon slavata e ne resta folgorato perché gli dice che è destinata al convento dal papà cattivo.
Ma, dico, il papà avrà avuto i suoi motivi no? Forse pensava che era meglio rinchiuderla per sempre, ché non faccia danni in giro! E lasciala andare visto che tra l’altro neanche il fratello sembra proprio uno stinco di santo e ha il vizio del gioco.
La famiglia ha una tara genetica, stanne lontano, deficiente. Nulla, pure il mozzo gli tocca fare, per accompagnarla oltreoceano e alla fine baciarla fredda. (margie, sei la mia più grande fonte d’ispirazione)
Bella soddisfazione.
Geronte è il solito vecchio idiota che ormai spara un colpo all’anno e pretende di tenersi una ragazzina mezza ninfomane, quindi non ci perdo neanche tempo.
Rodolfo è un Des Grieux che almeno mostra rari bagliori di lucidità mentale: fa finta di non trovare la chiave che Mimì ha perso apposta, e poi le racconta la solita storia: che scrive, che è poeta, che è un idealista bla bla bla… insomma riesce a portarsela a letto per sua fortuna, è il fascino dello scrittore, dicono.
Poi però sbrocca e s’innamora sul serio e non ne fa più una giusta: litiga con l’amico Marcello che se la spassa con Musetta, sa che Mimì non sta benissimo ed invece di approfittarne si affeziona ancora di più.
Insomma merita di soffrire, altro che storie!
Inoltre non si rassegna e la chiama urlando quando lei è evidentemente morta, dopo che aveva già dato segni di squilibrio confondendo l’alba col tramonto. Magari era pure necrofilo, che ne so.
Ma si può?
Mario Cavaradossi è un bullo (strasmile), un voglio ma non posso che vuole fare la rivoluzione dipingendo biondone altolocate nelle chiese.
Arriva Angelotti e invece di denunciarlo subito s’inventa di essere patriota; sta con una diva capricciosa e rompiballe come poche e invece di lasciarla a Scarpia, altro idiota che potrebbe scopare tutto quello che si muove e si perde dietro una subrettina da quattro soldi, si fa torturare dai suoi sgherri, uno dei quali si chiama Spoletta.
Come se non bastasse si presenta davanti al plotone esecuzione e rifiuta la benda, convinto che gli sparino per finta, quindi avrà pure visto le pallottole che gli arrivano addosso: sarà morto di paura più che altro, forse pure perdendo il controllo dello sfintere anale. In testa dovevi mettertela la spoletta, caro Mario, e poi tirarla.
Pinkerton è il primo esempio di turista sessuale e quindi è indifendibile. Se ne va dagli USA in Giappone per fare il porco con le minorenni e quindi è lui che dovrebbe morire, non la povera Cio Cio San.
Pure il console Sharpless, un potentato satiro ubriacone, che si mette a disquisire di ornitologia (ma per favore...) meritava di lasciarci la pelle.
Invece l’unica pena per Pinkerton, per quanto terribile, è che si sposa e sarà infelice per sempre, perché per me Kate è una di quelle donne che fanno finire male i matrimoni, restando fedeli tutta la vita.
Dick Johnson viveva tranquillo con l’eredità del padre, che gli aveva lasciato una gang di tagliagole pronta a tutto per lui, quindi aveva davanti a sé una vita serena e agiata. Poteva passare di villaggio in villaggio e scoparsi le varie Nina Migueltorena del luogo, ogni porto una miniera e una donna, ogni donna una cava, direi se fossi volgare.
Invece che fa, lo scellerato? (che tra l’altro doveva essere ancora confuso in merito alla sua identità sessuale, perché entra in scena dicendo Chi c’è, per farmi i ricci?)
Ruba un bel po’ d’oro e poi si pente, perché una finta semplice una volta si era rifiutata di andare con lui a raccogliere le more e gli aveva chiesto la mano intendendo il braccio. (e qui, come dire, è meglio che taccia, perché è il tipico caso di pulsione sessuale inibita alla meta)
Poi, come già ho detto nel post precedente, ma come ti passa per la testa di andare a vivere con una che bara alle carte e gira armata?
Sembra che la famosa battuta di Mae West (hai in tasca una pistola o sei solo contento di vedermi?) l’abbia pronunciata Minnie, per prima.
Nella Rondine gli uomini sono davvero deficienti, uno peggio dell’altro.
A partire da Ruggero, ovviamente, che non trova di meglio, pure lui, d’innamorarsi di una mantenuta in crisi esistenziale.
Ma anche Rambaldo che la mantiene non è furbissimo, con quello che spende potrebbe cambiarne una al giorno e invece s’incaponisce con Magda, che almeno ha l’onestà di esordire dicendo che in casa sua l’anormale è la regola, e ci sono buone possibilità che visto il nome, appunto, l’anormale sia Rambaldo.
Non parliamo poi di Prunier un artista che porta un nome che potrebbe andare bene per un lassativo, e in effetti come poeta fa proprio cagare. (infatti Magda lo piglia per il culo e lo presenta così: Il poeta Prunier, gloria della Nazione,degna le nostre orecchie di una nuova canzone, neanche fosse Apicella)
Inoltre questo Prunier millanta amori aristocratici e perde la testa per una cameriera con mal riposte ambizioni artistiche, Lisette, la porta all’esordio sul palcoscenico e li riempiono di fischi e gatti morti, ché le gatte morte in quest’opera sono tutte occupate.
Nel Tabarro ci sono Michele, marito di Giorgetta, e Luigi il suo amante.
Il primo sfrutta sul lavoro il secondo che ovviamente gli scopa la moglie con furore rivoluzionario, teorizza cioè la scopata al posto della molotov per abbattere il sistema.
Il sistema, nella persona di Michele, gli taglia la gola nella migliore tradizione dei dittatori ed espone il cadavere avvolto in un cappotto, in modo che Giorgetta lo veda bello caldo come piaceva a lei.
Tutto nella norma, solo che Michele si dimentica di buttare nel fiume pure Giorgetta, che l’avrebbe meritato ampiamente.
Poi c’è Calaf della Turandot.
Madonna che idiota!
Avrebbe la brava e onesta Liù che sbava per lui e cambia pure il pannolone al papà incontinente del Principe Ignoto, ma niente, si mette in testa di farsi una frigida acclarata che fa sedute spiritiche, tanto che tutti la chiamano Prinicipessa di gelo e lei invoca di essere posseduta dallo spirito dell’antenata Lou-Ling.
Cioè, renditi conto di come si prospetta la prima notte di nozze no? E se questa comincia a girare la testa di 360 gradi e vomitare roba verde che fai? Chiami l’esorcista o un terapista di coppia?
Si può essere più scemi?
Dopo che ha risposto a domande assurde tipo Su straniero, il gelo che dà foco cos’è? (una figura retorica avrei risposto io, domanda non facile, così buttavo là una litote, tanto per far vedere che non sono proprio sprovveduto in materia) vince il frigorifero ed è tutto contento.
Meno male che c’è Gianni Schicchi, accidenti, che si prende gioco di tutti e alza un po’ il livello intellettuale dell’universo maschile pucciniano, gli concedo volentieri l’attenuante!
Buona settimana a tutti (strasmile)
postato da: amfortas alle ore 11:29 | Permalink | commenti (24)
categoria:musica, blog, teatro, umorismo, me medesimo, informazione, opera, lirica, società , puccini, nuovi mostri, divulgazione semiseria
Commenti

categoria:musica, blog, teatro, umorismo, me medesimo, informazione, opera, lirica, società , puccini, nuovi mostri, divulgazione semiseria




