In alcune occasioni, per capire la grandezza di un artista, basta scorrere la cronologia dei suoi impegni. Prendiamo il 1955, anno funesto soprattutto per un motivo, che svelerò più avanti.
È la seconda volta in poco tempo che mi danno del coglione.
Il primo è stato Berlusconi e vabbè, non me la sono presa poi tanto, diciamolo.
Lunedì invece me l'ha detto il mio avvocato, cito testualmente:
"Non capisco come una persona come te, Paolo, abbia potuto pensare di scrivere da solo un ricorso al giudice di pace, sei davvero un coglione. La soluzione migliore sarebbe stata non ricorrere, ma se proprio volevi, dovevi rivolgerti a me."
Eh sì, perchè sono stato dal mio amico avvocato ed ho avuto la conferma che è proprio vero, mio padre non guiderà più, a meno che non superi la revisione della patente.
Per la serie "Questa è dunque l'iniqua mercede che serbaste al canuto guerriero", vorrei sottoporre alla vostra attenzione una circostanza.
Il fatto
Il 7 agosto dell'anno scorso, mio padre si è trovato imbottigliato in automobile in una delle solite file dei forzati vacanzieri.
Stava andando a trovare sua sorella, che è inferma. Detto per inciso, fuori c'erano 37°.
Siccome non aveva con sè nessun genere di conforto (acqua in primis), ed ha 83 anni, ha pensato di prendere la corsia d'emergenza di una statale che è parificata (dal punto di vista del Codice Stradale) all'autostrada in modo da raggiungere l'uscita.
Non si fa, è contro la legge, ed è giusto che sia così.